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martedì 23 marzo 2010

Avesse abortito sua madre...



Premetto: non so e non saprò niente davvero dell'aborto.


So come nasce una vita, come si sviluppa dentro una donna. Conosco la legge che regolamenta l'interruzione volontaria di gravidanza. Per ovvie ragioni biologiche, come per tutti gli uomini, non ho mai abortito e non credo che la sorte in futuro me ne riservi la possibilità.


Non so cosa voglia dire essere incinti, non ho idea di come ci si senta con gli squilibri ormonali e con una vita che prenda forma dentro di sè. Non conosco la gioia o il trauma della notizia e non vivrò mai l'angoscia di dover decidere se far proseguire o meno una gravidanza.


Bisogna essere donne per saperlo, per viverlo. Credo che l'uomo, nonostante la sua partecipazione alla procreazione, di fronte a queste prove della vita dovrebbe avere il buon senso di fare un passo indietro, di esprimere la propria opinione ma di non avere alcuna possibilità di condizionare la decisione finale. Solo una donna sa.


So di stupirvi: io sono contro l'aborto.


Interrompere una gravidanza per me vuol dire interrompere la vita umana, e per me si tratta di un gesto intollerabile. Chi mi conosce saprà che questa mia idea non ha nessun risvolto religioso o politico. Stranamente, su questo argomento, sono quasi d'accordo con la Chiesa.


La differenza sostanziale, tra me e la Chiesa, è che io credo che la legge che regolamenti l'aborto sia un male necessario. Male perchè autorizza l'infanticidio, necessario perchè evita gli abusi, le pratiche illegali e l'aborto indiscriminato, perchè offre alla donna la possibilità di decidere coscientemente, senza costrizioni nè obblighi, e l'aiuta in quello che è sempre un passo traumatico.


Nel corso della mia vita professionale ho conosciuto moltissime donne che sono state traumatizzate da un aborto. Le ho ascoltate, sono entrato in empatia con loro e ne ho condiviso il dolore. Ed ho capito che la scelta dell'aborto non è mai fatta a cuor leggero, difficilmente una donna si libera di un bambino non desiderato in maniera superficiale e frettolosa.


La donna non vive l'aborto come un metodo contraccettivo. Si vivono drammi al momento della scelta ed anche dopo, quando il rimorso non trova liberazione. Per questo tutte loro, quelle che decidono di tenere i bambini e coloro che sentono di non riuscire a farlo, meritano rispetto. Per questo qualunque legge sull'aborto dovrebbe essere decisa, rivista ed approvata solo dalle donne. E' un dramma loro.


Per le stesse ragioni ogni volta che sento un uomo, qualunque sia il suo ruolo, che voglia rimettere mano alla legge, non posso fare a meno di ribollire di rabbia. Rabbia che diventa furore quando il grillo parlante della situazione è un uomo che, oltretutto, per scelte di vita, opportunità, convenienza, ha preso una strada che gli proibisce di avere una famiglia e dei figli. Nella fattispecie è il solito Bagnasco, il presidente della Cei, Cardinale presbitero del titolo della Gran Madre Di Dio (mica cazzi), che auspica di ritoccare la legge sull'aborto e commette un'ingerenza intollerabile, alla faccia dei Patti Lateranensi, pretendendo di influenzare il voto dicendo agli italiani di non esprimere preferenze per chi sostiene la legge.

Comprendo la necessità dei chiesaroli di avere sempre nuovi bambini a disposizione (stì cosetti crescono a vista d'occhio e poi non si sa più che farne) ma a tutto c'è un limite. Soprattutto perchè l'invito del cardinale è assolutamente pretestuoso: dal momento che si vota per le regionali e le comunali, dovrebbe sapere bene che queste decisioni si prendono a livello parlamentare e non locale. Quindi, in buona sostanza, anche se non lo dice espressamente, il cardinale invita i laziali a non votare per Emma Bonino, a suo tempo motore della legge sull'aborto, ma di esprimere la preferenza in favore della familista signora Polverini e dei suoi sostenitori, molti dei quali neo o vetero-fascisti. Ma forse Bagnasco non è stato informato che anche il presidente più filovaticanista degli ultimi 150 anni, e capo della signora Polverini, nel suo curriculum non ha solo ripetuti divorzi e interminabili scappatelle ma anche un aborto, condiviso con la ex moglie Veronica. E se pure qualcuno gliel'ha detto credo faccia lo stesso poca differenza. In Vaticano temono soprattutto che la Loro Regione, il Lazio, possa finire nelle mani di una governatrice dichiaratamente laica. Con Emma Bonino alla guida del Lazio avrebbero meno possibilità di tutelare i loro affari romani.

Non credo che Bagnasco vada per blog ma se qualcuno di voi lo conosce può essere così cortese da riferirgli che sarà credibile su certi discorsi solo quando si sarà fatto impiantare utero con ovaie e vagina, saprà cosa voglia dire portare avanti una famiglia con ottocento euro al mese e si sarà fatto ingravidare? Nell'attesa che taccia, per cortesia, e non si arroghi il diritto di decidere al posto delle donne.

(23/3/2010)

venerdì 5 marzo 2010

Ma che, davvero davvero?


Può anche darsi che troveranno il modo per sistemare tutto, che tanto le regole, le leggi, le scadenze, i termini, sono inutile burocrazia.

Può anche darsi che scopriranno che quelli che hanno fatto tutto nei termini di legge sono loro in errore e dovranno essere esclusi.

Può darsi anche che mangiare un panino o trafficare sui nomi con scolorina e penna Replay sia una motivazione sufficiente a giustificare il ritardo.

Ma voi, popolo della Destra, voi che vedete in Silvio il Salvatore della patria, voi che credete in un'Italia più giusta senza giustizia e più amorevole senza amore per le minoranze, voi che siete felici di non pagare le tasse perchè tanto servono solo a finanziare gli appalti per le ricostruzioni, voi che volete un paese moderno ed efficiente, voi che avete la soluzione per tutto e che consiste nel delegare tutto all'Uomo Forte col toupet, voi... davvero votereste per gente che non è capace neanche di raccogliere qualche firma e di presentarle in tempo in un ufficio? Davvero pensate che la vostra vita, il vostro futuro, sarebbe serena nelle mani di costoro?

Liberi di fare come volete, ma non dite che non ve l'avevamo detto.


(5/3/2010)