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giovedì 18 febbraio 2010

Un bel calendario sul fascismo, finalmente!


Il bel signore che potete vedere della foto sopra è Luigi Celori, candidato alla Regione Lazio per il partito dell'amore. Celori sta facendo discutere perchè circola un calendario promozionale, a sostegno della sua candidatura, dedicato a Benito Mussolini ed ai suoi gloriosi anni di governo. Il candidato, una volta scoppiato il fattaccio, ha cercato di minimizzare e di scaricare le responsabilità su ipotetici amici innominabili. Non tema Celori, in Italia (meno male che Silvio c'è...) il reato di apologia del fascismo è stato dimenticato. Persino l'applicazione iMussolini per iPhone è stata rimossa non per il reato suddetto ma solo perchè usava filmati dell'istituo Luce senza i relativi permessi. Nelle edicole di tutto il paese si possono trovare ben esposti calendari col grugno del dittatore Mussolini ben in evidenza. Una volta ci si masturbava coi calendari di Sabrina Ferilli o Alessia Marcuzzi; a destra, dove sono ben posizionati solo uomini tutti d'un pezzo, preferiscono il torace bianchiccio e la panza a botte di Mussolini per i propri turbamenti nell'intimità del bagno. Liberissimi di farlo, non contesto le loro esigenze.

L'unica cosa sulla quale ho da ridire, semmai, è che il calendario di Celori, come tutti gli altri che circolano in Italia, peccano d'incompletezza. Per questo mi permetto di suggerire alcuni scatti che potrebbero arricchire le future edizioni dei loro lunari.

GENNAIO
Nel mese dei saldi potrebbe giovare per esempio ricordare ai commercianti che non sono tenuti a vendere la propria merce a chiunque: ebrei, rom, negher, froci, possono anche restare fuori dalla porta a salivare sulle vetrine.

FEBBRAIO
In uno dei mesi più freddi può scaldare il cuore ricordare che i sinistri oppositori del Duce non avevano vita facile, e che spesso non avevano affatto vita, non come oggi che la mollezza dei tempi permette loro persino di fare i bagni di mare a Capalbio e, in febbraio, di andare a Sanremo con le pargole. Può giovare riportare i ritratti di Antonio Gramsci e di Giacomo Matteotti.

MARZO
Con l'arrivo della primavera il fascista perfetto, tra libro e moschetto, ricomincia le attività all'aperto per tonificare corpo e spirito. Una delle iniziative più operose era quella di far visita agli oppositori del regime. All'uopo ricordiamo la Camera Confederale del Lavoro di Bologna, visitata da una comitiva di camerati sulla via del ritorno della pasquetta fuori porta.

APRILE
Aprile dolce dormire. Ma l'indomito fascista non dorme, checchè! Anzi persegue le attività che più lo esaltano. Per esempio far visita alla Casa del Popolo di Carlasco Lomellina.

MAGGIO
Maggio, il mese delle rose. Ma il fascista perfetto non è una mammoletta e l'unico fiore che coglie è quello della femmina subalterna e prona (o supina) ai desideri del virile e rude camerata. La stessa famiglia Mussolini offre la sua quota di femminilità alla Causa!

GIUGNO
Come ricordato dal Presidente Berlusconi ("Mussolini gli oppositori li mandava in villeggiatura"), con l'arrivo della stagione calda i fasci di combattimento hanno predisposto salubri colonie estive per i figli della lupa ma soprattutto, e qui sta la bontà del nostro Duce, per gli sporchi disfattisti. Nella foto un esempio di villaggio vacanze italiano, molto più accogliente e confortevole dei rudi campi dell'alleato germanico.

LUGLIO
Per le vacanze il Duce ha fatto costruire stabilimenti balneari, invidia di tutto il mondo civile, provvisti di cabine in legno, rinfrescanti e senza concessioni alla vanità. Quelle per gli ebrei erano provviste di ruote: potevano essere agganciate direttamente a locomotive e trasportate in Germania o in Polonia, per proficui scambi culturali.

AGOSTO
I figli della Lupa che ad agosto rientravano dalle confortevoli campagne nordeuropee, temprati nel fisico, diventavano l'invidia dei polentoni che avevano preferito restare tra i confini della Patria: una efficace dieta a base di duro e virile lavoro è il miglior rimedio contro le mollezze di una vita decadente.

SETTEMBRE
Alla riapertura delle scuole ritornano sui banchi i concetti di Dio, Patria, Famiglia. Ai giovani virgulti, futuri dirigenti degli anni ruggenti, si somministrano edificanti letture che seminano idee positive.

OTTOBRE
Il Duce non insegna solo alle giovani leve ma anche ai già formati genitori. Il concetto è il non attaccamento alle cose terrene, l'esaltazione dello spirito di sacrificio e dell'amor patrio. Come testimonianza d'affetto e di abnegazione chiede il sacrificio della rinuncia al rame e all'oro. Qui si fa l'Italia, mica pugnette!

NOVEMBRE
Il sacrificio è investimento. Il Duce promette che l'offerta elargita spontaneamente tornerà indietro decuplicata: nostri saranno i possedimenti nordafricani, ma anche le ricchezze delle plutocrazie occidentali: prenderemo il the a Trafalgar Square e passeggeremo addentando croccantini alla nocciola sugli Champs-Elysée. Vincere! E vinceremo!

DICEMBRE
Vabbè, non abbiamo vinto, stavolta è andata male, ma l'importante non è vincere quanto piuttosto trovare sempre nuovi coglioni che credano alle nostre stronzate e si facciano inturgidire l'uccello con l'epica dell'italianità forte, col disprezzo del diverso, con l'unità verso una minaccia inesistente ma incombente. In questo modo possiamo produrre leggi speciali che ci consentano di fare il nostro comodo, arricchendoci come dannati, e lasciando i poveracci sempre più col culo per terra. Per fortuna in Italia il materiale non manca. Decerebrati disposti a credere a qualunque pagliacciata nascono ogni giorno. La prossima volta, promettiamo, Vinceremo!

(18/2/2010)

mercoledì 10 febbraio 2010

Ebrei di comodo, fascisti nell'animo


Leggo il post di Loris e non posso non pensare che da qualche anno gira un trucchetto miserabile che andrebbe smascherato a suon di pernacchie.
I fascisti, i neofascisti, i post fascisti, insomma tutta la razza dal cuore nero di questo paese, è convinta che per avere un certificato di buona condotta politica basti recarsi nelle assolate terre israeliane (meglio se dopo aver fatto una puntatina ad Auschwitz), calzarsi lo zucchetto sulle ventitré e fare quattro complimenti al governo di Israele, spingendosi fino a sdoganarne le peggiori malefatte e, con aria contrita, dichiarare di sentirsi israeliano!
E' facile essere solidali con le proprie vittime di sessant'anni fa, specie se oggi hanno un governo reazionario come pochi (e stranamente tanto miope da non accorgersi di essere usato da questi volponi), e sciacquarsi così la coscienza e la faccia per farla sembrare meno nera. E' furbo mostrare empatia di comodo con l'ebreo del 1940 sopravvissuto allo sterminio dei propri genitori storico-politici.
Un uomo politico che voglia il certificato di buona condotta è con l'ebreo del 2010 che deve essere solidale, e quest'ultimo ha la faccia e le mani dei rom, dei sinti, degli extracomunitari, dei musulmani, degli omosessuali, che invece continuano ad essere massacrati socialmente (e qualche volta fisicamente) tra l'indifferenza generale. Basterebbe leggere Roth per rendersi conto che le parole che oggi si spendono per queste categorie sono le stesse che negli anni Trenta erano impiegate per seminare diffidenza, disprezzo ed odio verso gli ebrei.
E' quantomeno singolare che la Germania che ha visto nascere l'abiezione del nazismo oggi sia un baluardo contro i rigurgiti eurofascisti. Lo stesso non si può dire dell'Italia. Poco più di un anno fa, nella multietnica Colonia, il sindaco conservatore Schramma ha capitanato la protesta contro il raduno delle estreme destre europee che si opponevano alla libertà di culto dei musulmani europei. In Italia i sindaci conservatori organizzano loro stessi le proteste contro gli stranieri. Il sindaco di Colonia sostiene che le città non appartengono a chi le ha fondate ma a chi le abita. In Italia si crede che i sindaci debbano rispondere ancora ad Alberto Da Giussano.
Dimenticavo: ricordate chi era l'esponente politico italiano pronto a dare man forte allo strame del neonazismo e neofascismo, in quel di Colonia? Il buon Borghezio, orgoglio delle italiche sponde, docente di infiltrazioni fasciste nelle istituzioni ed ironicamente membro della commissione per le libertà civili del Parlamento Europeo. Appunto.

(10/2/2010)

venerdì 29 gennaio 2010

Fascisti su Apple

Lo confesso, sono un fan dei prodotti Apple. Uso un portatile Mac, ascolto musica solo con iPod ed il mio cellulare è un iPhone. Trovo che i prodotti Apple funzionino meglio di qualunque altro analogo, ed una volta entrati nel mondo Mac non si può tornare indietro.

iPhone ha un successo enorme non solo perchè consente di avere sempre con se mail e internet con una comodità d'uso che al confronto il Blackberry sembra pensato da mister Neanderthal, ma anche perchè offre migliaia di applicazioni, dal giochino più stupido al navigatore satellitare, gratis. Certo, le applicazioni più elaborate sono a pagamento, ma la maggior parte hanno un prezzo che si aggira sui 79 centesimi. Fusaje, direbbero a Roma. La maggior parte delle applicazioni non sono sviluppate direttamente da Apple, ma Apple consente a chiunque di poter sviluppare applicazioni per poi poterle vendere attraverso il loro App Store.

Proprio a chiunque. Anche a Luigi Marino.
Qui vengono le dolenti note. Stamattina consultavo la classifica delle applicazioni più scaricate, e guardate cosa trovo al primo posto tra quelle a pagamento:


Le spiegazioni riportano che l'applicazione (un archivio di discorsi del sanguinario dittatore Benito Mussolini) ha solo lo scopo di rappresentare uno strumento di divulgazione storica, non inneggia certo ai fasti del fascismo. Spiegazione stiracchiata, soprattutto se si leggono i commenti che lasciano le persone che l'hanno acquistata con entusiasmo:




A questo punto mi indigno ed uso lo strumento di segnalazione che lo App Store offre: esprimo tutta la mia contrarietà ad applicazioni del genere e li minaccio di denuncia di apologia del fascismo, ammesso che in Italia, oggi, quella norma del codice penale abbia ancora un minimo significato.

La mia sola segnalazione non ha valore, bisogna che le proteste siano molte, ed arrabbiate. Bisogna minacciare Apple laddove è più sensibile, ovvero il portafogli: minacciarli che non si acquisterà mai più prodotti col loro marchio se applicazioni del genere non saranno rimosse dal loro negozio on line. Chi ha un iPhone può farlo semplicemente cercando l'applicazione in oggetto e cliccando su Segnala. Chi non ha l'iPhone può scrivere direttamente alla Apple utilizzando questo form o chiamare lo store telefonico (numero verde 800 554 533). Non vorrei, che a causa di certi figuri, Mac non fosse più l'abbreviazione di MacIntosh ma diventasse quella di Macabro! Facciamoci sentire!
PASSAPAROLA!

lunedì 16 novembre 2009

Prego per voi la Madonna del Manganello


Fratelli e sorelle carissimi,

frateme e soreme adorati,

sono contento di iniziare questo rapporto internettesco con voi parlando di un episodio che mi ha allargato il cuore di gioia e letizia fratesca. Come ben sapete, quei senzadio della Corte Europea dei Diritti Dell'Uomo di Strasburgo (ca manco cazz so addò sta) hanno stabilito che nelle aule italiane non ci deve stare il crocefisso di Nostro Signore Gesù Cristo, all'anima delle mamme loro!

Per fortuna l'Italia ha un governo che tiene tanto a cuore la religione e quindi manco per la juallera di San Giuseppe i crocefissi saranno tolti.

Ma il cuore mi si allarga di soddisfazione soprattutto perchè ci sono tantissimi giovani di buona volontà che fanno di tutto, impegnandosi in prima persona, per portare in giro la parola di Gesù. Colgo quindi l'occasione per ringraziare quei bravi ragazzi che hanno compiuto una visita pastorale nella sede del Partito Radicale (quei figli di 'ndrocchia dell'aborto e del divorzio, tanto per farvi capire quanto sono zozzosi), dove hanno regalato crocefissi e la parola pacifica del Signore, ottenendo risultati esplosivi.

A queste brave e timorate persone volgo il mio saluto più affettuoso e per loro intercederò presso la Madonna del Manganello, la cui venerazione consiglio a loro e a tutte le brave persone impegnate nel sociale che vanno in giro armate di buona volontà, fede e olio di ricino.

Dio

Patria

Famiglia.

Pace e bene, stateve buone!

sabato 25 aprile 2009

25 aprile


Per non dimenticare che in Italia c'è stato un regime fascista...
Per non dimenticare che in Italia c'è stata un'occupazione nazista...
Per non dimenticare che gli italiani hanno vissuto una guerra civile...
Per non dimenticare che senza i partigiani oggi non saremmo orgogliosi di essere italiani...
Per non dimenticare che la nostra Costituzione è costata il sangue dei nostri padri...
(25/4/2009)

martedì 27 gennaio 2009

Pronta la legge per censurare il web

Berlusconi è contro le intercettazioni delle sue telefonate ma è pronto ad intercettare tutti i nostri pensieri. E' davvero la casa delle libertà...



da repubblica.it di oggi:


"Contro i pirati, censura web"


E' una bozza ma è già polemica











E' arrivata al comitato governativo (sembra messa a punto dalla Siae) la proposta di legge contro la pirateria digitale e ha scatenato l'inferno in rete. A farne le spese potrebbero essere non solo gli utenti ma anche "soggetti come YouTube, a tutto vantaggio di Mediaset e delle altre tv"
ALESSANDRO LONGO











UNA PROPOSTA di legge che, combattendo la pirateria digitale, spinge verso una censura del web. Una censura dall'alto, con un rigore mai visto prima in Italia. E a farne le spese potrebbero essere non solo gli utenti ma anche soggetti come YouTube, a vantaggio di Mediaset e delle emittenti che sentono violati i propri diritti d'autore.




Sono questi aspetti che stanno facendo divampare le polemiche, in rete, sulla prima proposta di legge arrivata al neonato Comitato tecnico governativo contro la pirateria digitale e multimediale. Il documento è trapelato sul web e pubblicato da Altroconsumo, associazione dei consumatori, che lo boccia allarmata: "Il provvedimento appare arcaico, protezionista e contrario agli interessi dei consumatori e dell'innovazione del mercato digitale".




"Ad inquietare sono numerosi punti di quella proposta", spiega a Repubblica.it Guido Scorza, avvocato tra i massimi esperti di internet in Italia. "Per prima cosa, si dà una delega in bianco al governo, per attuare nuove misura a difesa del diritto d'autore. I imponendo responsabilità, in caso di violazione, a utenti e a"prestatori di servizi della società dell'informazione". Chi sono questi soggetti? "Nella proposta si parla anche di provider internet, che però per il diritto comunitario, recepito in Italia, non possono essere responsabili di quanto fatto dai propri utenti. Pensiamo allora che la proposta voglia attribuire responsabilità, ora non certe sul piano giuridico, a soggetti come YouTube e a fornitori di hosting".

"Se passasse questa proposta, certo YouTube perderebbe la causa contro Mediaset e altre emittenti che lo denunciano per la presenza di materiale pirata sul portale", aggiunge Scorza. YouTube (e altri portali analoghi) chiuderebbe in Italia, subissato da cause perse, o sarebbe a cambiare molto il servizio solo per gli italiani.




La proposta non parla di misure contro gli utenti che violano il diritto d'autore (scaricando e condividendo file pirata), "ma quella delega in bianco non lascia presagire nulla di buono. Potrebbe essere la nota misura della disconnessione coatta degli utenti da internet, la cosiddetta dottina Sarkozy, che questo governo, la Siae e Fimi hanno già dichiarato di apprezzare". Dottrina che però è ancora in forse e ha già ricevuto una bocciatura dal parlamento europeo perché lesivo dei diritti degli utenti.




Sorprende poi un articolo, nella proposta, che con il diritto d'autore non ha niente a che vedere ma che ha il sapore della censura a 360 gradi: "Attribuzione di poteri di controllo alle Autorità di governo e alle forze dell'ordine per la salvaguardia su tali piattaforme telematiche del rispetto delle norme imperative, dell'ordine pubblico, del buon costume, ivi inclusa la tutela dei minori".




Insomma, una specie di commissione di censura di quello che sta sul web, come avviene per il cinema, ma con ricadute molto più pesanti: perché andrebbe a porre paletti alla possibilità di ciascun utente di leggere o pubblicare una notizia o un video d'informazione. Su uno sciopero non autorizzato, per esempio, o su alcuni fatti potenzialmente diffamanti per un politico. Si noti che una norma simile, il Child Safe Act, voluto da Bush, è appena stata dichiarata anticostituzionale negli Usa. L'Italia andrebbe quindi contro tendenza, se passasse la proposta.




A contorno di tutta la vicenda c'è un giallo. In rete i primi commenti hanno attribuito la proposta alla Siae, che siede al Comitato. La Siae nelle scorse ore ha smentito quest'attribuzione, ma senza entrare nel merito del documento. Ha smentito, insomma, solo di esserne il padre, ma non ne ha negato l'esistenza. Addetti ai lavori continuano però a sospettare che sia stata proprio la Siae a redigerlo. Il motivo è che il nome della Siae appare indicato come l'autore del documento, nelle proprietà del file della proposta di legge trapelato agli addetti ai lavori (e che Repubblica.it ha potuto leggere).




"Crediamo che adesso, dopo questa polemica, si possa tornare a discutere prendendo le distanze da quel documento. Così, del resto, il governo ci aveva promesso: il ministro Sandro Bondi (per i beni e le attività culturali) aveva detto infatti che la proposta di legge sarebbe arrivata al Comunicato solo dopo una consultazione con le varie parti", dice Marco Pierani, responsabile rapporti istituzionali di Altroconsumo. Consultazione che ancora non è avvenuta. Ecco perché i consumatori si sono sentiti traditi all'arrivo di questa proposta di legge.

(27 gennaio 2009)

Ovviamente se la bozza fosse già legge non avrei mai potuto postare l'articolo di Repubblica...

venerdì 9 gennaio 2009

Quando sono i fascisti a ricordare le leggi razziali

"Quello che proponiamo con la nostra iniziativa è il boicottaggio finale di Israele perchè chiunque usi mezzi militari contro civili inermi (...) commette un crimine contro la vita umana: il boicottaggio economico deve impedire di continuare ad acquistare altri armi da guerra". Con queste parole Giancarlo Desiderati del sindacato Flaica-Uniti-Cub ha cercato di spiegare i motivi per i quali varrebbe la pena boicottare il commercio israeliano. E ne è nato un putiferio. Tutti hanno visto in questa proposta una provocazione tesa a discriminare i negozi romani gestiti da famiglie ebraiche. Tutti hanno, con inquietudine, ricordato le leggi razziali del regime fascista, tra le cui simpatiche iniziative vi era proprio il boicottaggio dei commerci ebrei.


Personalmente non sono d'accordo coi boicottaggi. Se avessi un ristorante, che so, in Finlandia, ed il presidente del consiglio italiano avesse un'uscita da peracottaro nei confronti della premier finlandese, ed i finlandesi per ritorsione boicottassero il mio ristorante, vedrei come un'ingiustizia il fatto di dover pagare per una colpa non mia. Soprattutto se, oltretutto, non sono stato neanche elettore di quel governo. Purtroppo non ho un ristorante italiano in Finlandia ma un nostro connazionale si ed in quella occasione se la vide davvero brutta. Per questo tendo a non confondere tra le responsabilità di un governo e quelle di un popolo, anche se, come in questo caso, la linea di demarcazione è davvero sottile.

"Nell'esprimere una condanna quanto mai ferma e intransigente sull'ipotesi di boicottaggio dei negozi di proprietà di ebrei, ricordo agli ideatori di questa pessima trovata che analoghe iniziative sono già state prese, nella seconda metà degli anni '30 del secolo scorso e che hanno fatto da prodromo alle Leggi Razziali." Queste parole non sono di Fausto Bertinotti o, men che mai, di Walter Veltroni. Sono del sindaco di Roma Gianni Alemanno, il quale, vuoi per la sua storia personale, vuoi per le discendenze politiche, vuoi per le parentele illustri, sa bene di cosa parli. Alemanno non solo conosce bene l'argomento, ma condanna le ben peggiori risoluzioni del governo fascista, dal quale discende la storia del proprio movimento politico.
Stupore e costernazione!

Dal momento che non esita a ricordarci questa orribile macchia della storia italiana, macchia nera ovviamente, mi permetto di invocare la sua intercessione per altri terribili macchie che non sono andate via, ma che al contrario si accentuano ad ogni pietoso tentativo di risciacquare il passato.

Per esempio lo pregherei di stigmatizzare un più deciso tentativo di rilanciare le leggi razziali avanzato da Forza Nuova (parente stretta del proprio movimento politico) in quel di Padova, con la stampa di volantini che invitano la popolazione a boicottare i negozi dei cinesi. Addirittura Andrea Minchio (coordinatore veneto di Forza Nuova, nomen omen?) afferma che si tratta di un’iniziativa dall’indiscutibile valenza sociale. Io oserei definirla sociale e nazionale. In una parola: nazionalsocialista. Si può anche abbreviare in nazi, se ritenete.

Inviterei ancora Alemanno a censurare l'iniziativa di questo governo, verso il quale qualche entratura immagino abbia, che tenta disperatamente di riabilitare i soldati repubblichini, unico caso al mondo di volontà di premiare un esercito che abbia combattuto fianco a fianco con quello nazista hitleriano, cercando di equipararli ai partigiani che hanno liberato l'Italia dalla dittatura.

Il caro sindaco di Roma, sono certo, se l'organizzazione del viaggio del Papa alla Sapienza gli lascerà spazio per occuparsi d'altro, con la forza di un Tribunale Speciale non mancherà di condannare, condannare, condannare.

lunedì 24 novembre 2008

Chiamami Benito, sarò il tuo comunista!


Vincenzo Mancusi, segretario regionale lucano del partitello fascista Movimento Sociale - Fiamma Tricolore, ha lanciato un'originale iniziativa (originale almeno per questo ventunesimo secolo): qualunque bambino nato nel 2009 nei comuni di Calvera, Carbone, Cersosimo, Fardella e S. Paolo Albanese che vedesse appiopparsi i nomi Benito o Rachele, riceverà un premio di 1500 euro. Il buon Mancusi sostiene di aver lanciato l'iniziativa per combattere concretamente lo spopolamento del territorio, fertilissimo solo di emigranti, ed il calo della natalità.

Sempre secondo Mancusi, l'iniziativa incontrerà il favore dei suoi conterranei perchè, in fin dei conti, si tratta di due nomi simpatici. Dev'essere infatti uno spasso vedersi dare il nome di un dittatore responsabile della morte di almeno un milione di persone in Italia e fuori, soprattutto con le sue guerre, che usò gas venefici contro arabi ed africani, commise un genocidio nei Balcani ed eliminò almeno 7000 ebrei.

Spero nei corsi e ricorsi storici: il fascistissimo dittatore Mussolini fu chiamato dal suo anarchico padre Benito in onore del celebre leader rivoluzionario, combattente per la libertà, riformista, anticlericale e poi presidente del Messico (nonostante gli intrighi dei reazionari regni europei), Benito Juarez. Allo stesso modo spero che chi finisca per chiamarsi Benito in memoria del fascistissimo duce possa diventare un comunista paladino delle istituzioni repubblicane, alla faccia delle idee dei genitori e dell'elemosina che ne ha determinato il nome.

martedì 18 novembre 2008

La riforma Gelmini prevista 58 anni fa


Discorso pronunciato da Piero Calamandrei al III Congresso dell’Associazione a difesa della scuola nazionale (ADSN),Roma 11 febbraio 1950


Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, ma la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura.

Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito?Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora, il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito.Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori – si dice – di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata.Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private.

Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi: ve l’ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico.


[Pubblicato in Scuola democratica, periodico di battaglia per una nuova scuola, Roma, iv, suppl. al n. 2 del 20 marzo 1950, pp. 1-5]

lunedì 17 novembre 2008

Gentile ministro Brunetta


Gentile (?) ministro Brunetta,

non ho alcuna simpatia per il governo del quale Lei fa parte ma questo non mi proibisce di scriverLe per cercare un confronto circa le iniziative che La stanno rendendo tanto popolare. L'ultima sua uscita, di oggi, è quella secondo la quale "il Paese è con me, ma un pezzo del Paese no e me ne sono fatto una ragione. E' il Paese delle rendite, dei poteri forti e quello dei fannulloni, che spesso stanno a sinistra". Siamo abituati agli insulti che ogni giorno arrivano dal Governo: imbecilli, coglioni, fannulloni, senza considerare le rose uscite recentemente dalla candida bocca di Gasparri.

Lei fa parte del governo di un paese che vuole essere civile e moderno ma che sovente insulta, con linguaggio spesso da osteria, gli avversari. E' la politica da bar dello sport che attrae elettori da bar dello sport, ce ne siamo fatti una ragione. Dal momento che vorrei evitare di indulgere ulteriormente su un piano qualunquistico come il Suo preferisco parlare di fatti concreti.

Secondo Lei i fannulloni stanno a sinistra. O quantomeno spesso. Non posso certo assicurare che le persone di sinistra siano tutte ineccepibili, sarebbe innaturale, ma è evidente che, a giudicare dal suo discorso complessivo, intendesse bollare con quell'epiteto le persone maggiormente sindacalizzate, quelle che non si fanno scrupolo di vedersi decurtare la busta paga pesantemente per uno sciopero sacrosanto, per combattere per i propri diritti. La frecciata alla Cgil era più che evidente. Per lei fannullone è chi lotta per i propri diritti invece di pensare a laurà e zitto e mosca?

Io non sono un iscritto alla Cgil, anzi non sono iscritto a nessun sindacato, ma sono un dipendente pubblico, e come tale mi sento continuamente chiamato in causa dalle Sue inziative. E dal momento che Lei è il mio Ministro Le vorrei illustrare la mia condizione lavorativa. Sul mio posto di lavoro siamo circa venti persone, venti elettori quasi equamente divisi tra destra e sinistra. Mi dispiace dirlo ma i quattro peggiori fannulloni del mio dipartimento sono tutti di destra.

La prima, l'unica donna dei fantastici quattro, è famosa soprattutto per non fare una beneamata mazza per tutto il turno di lavoro. E' talmente poco avvezza alle proprie mansioni che spesso più che di aiuto è addirittura di fastidio nello svolgimento dei compiti e, Lei non ci crederà, nei periodi in cui il carico di lavoro aumenta, immancabilmente si ammala. E' storicamente di destra, viene da una famiglia orgogliosamente fascista ed oltretutto, parole sue, "non si può non essere di destra se hai un marito nell'Arma!"

Il secondo ha chiesto il trasferimento nel nostro dipartimento perchè qualcuno gli aveva detto che da noi il carico di lavoro era minore rispetto al posto dov'era precedentemente. Naturalmente non è vero ma lui pare esserne convinto lo stesso, a giudicare dall'impegno che ci mette ogni giorno. Ha votato per il suo schieramento perchè odia gli extracomunitari e spera in una legge che li espella tutti o quantomeno li faccia rinchiudere in un campo di concentramento. Normalmente è anche una persona amabile se si evita di toccare l'argomento, ma la sua rabbia è aumentata da quando è stato lasciato da sua moglie, casualmente extracomunitaria.

Il terzo ha l'estensione cerebrale di un elminta. Quando mi chiedono come abbia conquistato i titoli di studio necessari per svolgere il nostro lavoro, di solito chiedo a mia volta come faccia ogni giorno a ritrovare la strada di casa. La sua funzione principale è quella di scaldare le poltroncine, di sfogliare gli annunci di incontri personali su internet e di fumare in tutti i locali dove è vietato. Ha votato a destra perchè, parole sue, "mangiano loro, mangiamo tutti quanti!" Ed anche perchè ha problemi di tasse che vorrebbe sanare con un condonino e crede che il Suo sia lo schieramento giusto per risolvere il problema. Non so finora quanto abbia mangiato grazie a voi, ma se almeno Lei potesse fare qualcosa riguardo le pendenze fiscali sue e del baretto della moglie...

Il quarto è il peggiore di tutti: arriva regolarmente in ritardo ed ha sempre qualche impegno che lo obblighi a scappare prima del tempo. Lascia continuamente lavoro in sospeso, che inevitabilmente scarica sugli altri colleghi. In realtà non riesce a dare il massimo di se stesso perchè ha anche una seconda attività, in nero, che gli ha concesso di comprare qualche appartamento che fitta, ovviamente senza contratto. Ha votato a destra perchè, parole sue, "Berlusconi è un simpatico mascalzone", ed anche perchè è sicuro di un altro condono edilizio, visto che non tutti i suoi appartamenti sono in perfetta regola col comune.

Adesso non vorrei sembrarLe di parte ma le due persone che maggiormente si fanno il mazzo invece sono di sinistra.

Una in particolare è nell'impegno politico praticamente da bambina, ha avuto avi illustri (che non nomino per non farle avere travasi di bile) e nonostante la rivalità politica è molto materna e protettiva con tutti, sobbarcandosi anche il lavoro dei colleghi di destra che spesso a fine giornata hanno prodotto solo caffè da una moka che poi non hanno neanche lavata.

L'altro è un sindacalista (orrore!) della Cgil, quando è fuori turno è impegnato nei gruppi marxisti leninisti (doppio orrore!) e distribuisce il giornale Lotta Comunista (triplo orrore!). E' la persona più disponibile verso il prossimo che conosca, e lo è anche sul lavoro, al punto che per disobbligarsi persino quelli di destra ogni tanto versano un'offerta per il sostentamento del giornale. Fascisti che contribuiscono a Lotta Comunista, pensi un poco! E' l'unico collega sempre pronto ad accorrere al lavoro quando si ha bisogno di lui ed a volte gli rompono le scatole anche di notte. A memoria d'uomo non si è mai lamentato di nulla e avrà fatto si e no un giorno di malattia in vent'anni.


Lei si chiederà per quale motivo il nostro coordinatore consenta tutto questo, per quale motivo tolleri cotante mele marce che minano profondamente il normale svolgimento dei compiti di un dipartimento pubblico. Il problema è che il nostro coordinatore non c'è mai, impegnato com'è nel coltivarsi le sue clientele politiche che finora gli hanno concesso di fare carriera per meriti tutti da verificare, ed anche quando c'è fondamentalmente se ne frega degli altri e neanche si accorge di come vadano le cose. Non le dico di quale schieramento sia altrimenti Lei pensa che lo faccia apposta per screditarLa.

Quindi, caro ministro, può darsi che i fannulloni spesso siano a sinistra, ma sicuramente molto spesso sono anche a destra. Le consiglierei quindi di non azzardare più certe dichiarazioni, rischia di fare la figura di una persona che nonostante il ruolo non sa come comportarsi nelle occasioni ufficiali, come se invece cazzeggiasse al tavolino di un bar. Insomma di un fannullone.

domenica 16 novembre 2008

Gasparri e la sua elegante opinione di Veltroni



A dirla tutta, non è che io abbia tanti motivi per difendere Walter Veltroni. Come scrittore trovo che sia alquanto noioso, come critico cinematografico è quanto di meno originale si possa trovare in giro, come politico... beh, lasciamo perdere. Da solo ha realizzato l'impresa, mai riuscita neanche a Mussolini, Gelli o Berlusconi, di distruggere il comunismo in Italia. Come leader dell'opposizione si sta distinguendo per le sue sporadiche alzate di voce alle quali seguono lunghi silenzi contriti. Il suo lavoro parlamentare è talmente discreto che ogni tanto persino Berlusconi si preoccupa e lo insulta giusto per verificare che sia ancora vivo.


Ma che Maurizio Gasparri,

l'uomo che il giorno dopo l'elezione di Obama ha commentato "Sarà contenta Al Qaeda";
l'uomo che confidava negli "atti simbolici" degli atleti italiani alle olimpiadi di Pechino contro "la violenza del partito comunista cinese";
l'uomo che ha beneficiato dei "trasporti" a spese dello Stato gentilmente offerti dal generale Speciale, che infatti difese a spada tratta all'epoca dello scandalo;
l'uomo che si augurava chiudesse il "Grande Fratello" non perchè brutto ma perchè "lontano dall'idea di famiglia";
l'uomo che voleva far chiudere anche "L'Isola Dei Famosi" perchè disturbato dalle parolacce;
l'uomo che ha cercato di far passare la legge che porta il suo nome, tanto propizia a Mediaset, come un favore fatto alla Rai;
l'uomo che da ministro abusò del suo potere per interrompere un programma della Rai per protestare contro la satira che lo prendeva in giro;
l'uomo che da ministro delle telecomunicazioni ha più volte confuso il suo ruolo con quello di presidente della Rai;
l'uomo che ha dato del rozzo e ottuso a Formigoni perchè non era d'accordo coi limiti sull'elettromagnetismo da lui voluti (beccandosi un "fascista" di rimando);
l'uomo talmente contrario alle droghe che chiedeva addirittura la censura dello spot di un film verità sul dramma della cocaina;
l'uomo definito "capogrullo della CdL";
ma soprattutto, l'uomo che all'indomani della nomina del grande poeta Mario Luzi a senatore a vita ebbe da dire: "Mi vergogno che sia nominata senatore a vita una persona di questo tipo che offende il nostro mondo... era meglio Mike Bongiorno!"

ecco, che un uomo del genere dia dell'arrogante, stupido e incapace, a Veltroni, beh, francamente mi sembra quantomeno comico. Ma del resto, se si è in un governo il cui Capo usa coglione e imbecille come tormentone abituale per definire chi non è d'accordo con lui, tutto sommato a Veltroni non è neanche andata malissimo. Anzi, c'è il rischio che se nel PDL prendano sul serio le parole di Gasparri gli offrano di passare con loro.

sabato 15 novembre 2008

Sentenza di Genova: una forbiciata


Lo so, è dietrologia non suffragata da nulla. Del resto noi che non abbiamo accesso a carte, prove, reperti, testimonianze, possiamo solo interpretare. Tentare di fare come Pasolini ci ha insegnato: cercare di capire. Quindi il mio è un punto di vista parziale, opinabile, come tutti i punti di vista.

La sentenza giunta per il massacro nella scuola Diaz di Genova non è stato un colpo di spugna, è stata una forbiciata.

Non si è inteso assolvere i dirigenti della polizia per salvarli dal carcere e da un fine di carriera ignominiosa, anche se le persone in oggetto adesso ricoprono incarichi ancora più delicati e prestigiosi.

Non credo.

Secondo me si è voluto tagliare un filo. Condannare i dirigenti della Polizia poteva provare che lo scatenarsi della macelleria messicana all'interno della scuola Diaz era voluto a tavolino, che l'ordine era partito dall'alto. E chi aveva l'interesse a raddrizzare le reni di giovani votati al sacrificio pur di manifestare il proprio desiderio di vedere un mondo migliore? Un questore? Un questore si farebbe mai fatto carico di una tale responsabilità? Un questore avrebbe mai l'interesse di rischiare il proprio posto di lavoro, la carriera, addirittura la galera, per sedare una protesta?

No, certe strategie, come le esternazioni di Kossiga di questi ultimi giorni ci hanno confermato, sono puramente politiche. E di che tipo di politica è noto.

All'epoca il presidente del Consiglio era Silvio Berlusconi. Da più fonti si è saputo che quella notte alla Questura di Genova c'erano il ministro degli interni Giuseppe Pisanu ed il vicepresidente del consiglio Gianfranco Fini. Il centro di potere era il medesimo di questi giorni, e mai periodo poteva essere più propizio per attendere la sentenza in questione.

La sentenza ha tagliato, come un colpo di forbici, il filo rosso (pardon, nero) che dall'ultimo dei poliziotti coinvolti poteva far salire più in alto, molto più in alto. Meglio dare la colpa a qualche poliziotto troppo zelante. Facinoroso, direbbero i nostri politici.

Spero solo in una cosa: che le "forse di Polizia", di fronte ad esempi del genere, qualora si trovino di nuovo nella condizione di dover obbedire ad un ordine di questo tipo, si ricordino che se le cose dovessero andare male si potrebbero ritrovare a doversi far carico delle intere conseguenze. Meditate gente in divisa, meditate.

venerdì 14 novembre 2008

Sentenza di Genova: una forbiciata


Lo so, è dietrologia non suffragata da nulla. Del resto noi che non abbiamo accesso a carte, prove, reperti, testimonianze, possiamo solo interpretare. Tentare di fare come Pasolini ci ha insegnato: cercare di capire. Quindi il mio è un punto di vista parziale, opinabile, come tutti i punti di vista.

La sentenza giunta per il massacro nella scuola Diaz di Genova non è stato un colpo di spugna, è stata una forbiciata.

Non si è inteso assolvere i dirigenti della polizia per salvarli dal carcere e da un fine di carriera ignominiosa, anche se le persone in oggetto adesso ricoprono incarichi ancora più delicati e prestigiosi.

Non credo.

Secondo me si è voluto tagliare un filo. Condannare i dirigenti della Polizia poteva provare che lo scatenarsi della macelleria messicana all'interno della scuola Diaz era voluto a tavolino, che l'ordine era partito dall'alto. E chi aveva l'interesse a raddrizzare le reni di giovani votati al sacrificio pur di manifestare il proprio desiderio di vedere un mondo migliore? Un questore? Un questore si farebbe mai fatto carico di una tale responsabilità? Un questore avrebbe mai l'interesse di rischiare il proprio posto di lavoro, la carriera, addirittura la galera, per sedare una protesta?

No, certe strategie, come le esternazioni di Kossiga di questi ultimi giorni ci hanno confermato, sono puramente politiche. E di che tipo di politica è noto.

All'epoca il presidente del Consiglio era Silvio Berlusconi. Da più fonti si è saputo che quella notte alla Questura di Genova c'erano il ministro degli interni Giuseppe Pisanu ed il vicepresidente del consiglio Gianfranco Fini. Il centro di potere era il medesimo di questi giorni, e mai periodo poteva essere più propizio per attendere la sentenza in questione.

La sentenza ha tagliato, come un colpo di forbici, il filo rosso (pardon, nero) che dall'ultimo dei poliziotti coinvolti poteva far salire più in alto, molto più in alto. Meglio dare la colpa a qualche poliziotto troppo zelante. Facinoroso, direbbero i nostri politici.

Spero solo in una cosa: che le "forse di Polizia", di fronte ad esempi del genere, qualora si trovino di nuovo nella condizione di dover obbedire ad un ordine di questo tipo, si ricordino che se le cose dovessero andare male si potrebbero ritrovare a doversi far carico delle intere conseguenze. Meditate gente in divisa, meditate.
(14/11/2008)

venerdì 7 novembre 2008

Egregio Sindaco Alemanno



Roccastrada per chi non lo sapesse è un piccolo comune al confine tra le provincie di Siena e Grosseto. Non ha un bel sito web, ma ha un territorio bellissimo, e sopratutto ha un sindaco, Leonrado Marras, che ha preso carta e penna per scrivere al collega romano. Ecco la lettera via maremmanews.


Egregio Sindaco Alemanno,
sono un Suo collega di un paese della maremma toscana, Roccastrada.
Le scrivo in riferimento alle Sue parole, in particolare alle seguente Sua affermazione: "Non fu il ventennio, il male assoluto. Non lo pensavo ieri e non lo penso nemmeno oggi. Il vero male assoluto furono le leggi razziali: furono quelle a segnare la fine della politica del fascismo".
Mi permetto, quindi, di scriverLe per farle un invito; l'invito a venirmi a trovare e ad ascoltare dalla popolazione di qui cosa pensano del fascismo, quello della prima ora, non quello degenerato delle leggi razziali. Il fascismo che, nel 1921, impose le dimissioni ad un sindaco, mio predecessore, regolarmente e democraticamente eletto e che, per convincerlo, fece del mio paese un "deserto", bruciando case e uccidendo 10 persone in un raid alle prime luci dell'alba.
Le garantisco Sig. Sindaco una assemblea civile e cortese, senza intemperanze e Le assicuro la mia personale ospitalità.
Sono un giovane Sindaco e nel 1921 ero ben lontano dal nascere, ma quel fatto è oramai nel DNA del mio paese e nella coscienza di tutti, giovani e vecchi. Non fu un episodio; da quel giorno iniziò per noi un periodo durissimo fatto di sopraffazioni prima, di miseria e guerra dopo, senza distinzione senza soluzione di continuità.
Posso capire chi ragiona sul consenso dato dagli italiani al fascismo; consenso che non dubito ci fosse, ma certo consenso costruito, pilotato, che nella storia non è durato più di un soffio, come tutte le demagogie, come tutti i populismi, come, ne sono certo, tutte le dittature violente o demagogiche che siano.
Non sto esagerando, non voglio allegarle la bibliografia storica, le riporto solo il telegramma inviato al Sindaco Natale Bastiani da Dino Perrone Compagni, segretario fiorentino dei fasci:

Fasci italiani di combattimento della Toscana
Il Segretario politico
"Dato che l'Italia deve essere degli italiani e non può, quindi, essere amministrata da individui come voi, facendomi interprete dei vostri amministrati e dei cittadini di qua, vi consiglio a dare, entro domenica 17 aprile, le dimissioni da sindaco, assumendovi voi, in caso contrario, ogni responsabilità di cose e di persone. E se ricorrerete alle autorità per questo mio pio, gentile ed umano consiglio, il termine suddetto sarà ridotto a mercoledì 13, cifra che porta fortuna."
firmato
Dino Perrone Compagni

Per la strage, basterà leggere la lapide posta nell'androne del Palazzo Comunale di Roccastrada con i nomi degli innocenti uccisi.

Leonardo Marras, Sindaco di Roccastrada

domenica 7 settembre 2008

Riaprono circoli fascisti? Passami il sale...


A settant'anni dall'introduzione delle infami e disumane leggi razziali volute dal governo fascista di Mussolini (l'anniversario è stato celebrato appena lo scorso 4 settembre) l'operosa Milano ha pensato di festeggiare l'evento consentendo la riapertura di un circolo neofascista, "Cuore Nero".
I centri sociali protestano ma devono vedersela coi solerti tutori dell'ordine, che manganellano chi non vuole i fasci di nuovo in casa.
Dalla pseudosinistra parlamentare non arriva nessuna risposta. Veltroni è impegnato al matrimonio di Jovanotti ed oltretutto ha troppo da fare nello scornarsi con Parisi. I compagni sono troppo occupati tra un aperitivo e una torta nuziale per replicare.
Sei milioni di vittime del nazifascismo sentitamente ringraziano per il disprezzo generale verso le loro ceneri.
(7/9/2008)

mercoledì 25 aprile 2007

25 aprile


Per non dimenticare che in Italia c'è stato un regime fascista...
Per non dimenticare che in Italia c'è stata un'occupazione nazista...
Per non dimenticare che gli italiani hanno vissuto una guerra civile...
Per non dimenticare che senza i partigiani oggi non saremmo orgogliosi di essere italiani...
Per non dimenticare che la nostra Costituzione è costata il sangue dei nostri padri...