Chiesa di Sant'Agata (Mori)
Chiesa di Sant'Agata | |
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Stato | Italia |
Regione | Trentino-Alto Adige |
Località | Corniano (Mori) |
Coordinate | 45°52′10.5″N 10°57′40.9″E |
Religione | cattolica |
Titolare | Sant'Agata |
Arcidiocesi | Trento |
Stile architettonico | Romanico |
Inizio costruzione | X secolo |
Completamento | XV secolo |
La chiesa di Sant'Agata è un'antica chiesa situata in località Corniano, nel comune di Mori, in provincia di Trento; fa parte dell'arcidiocesi di Trento, ed è sussidiaria alla parrocchiale di Sant'Antonio di Manzano[1][2].
Storia
[modifica | modifica wikitesto]La chiesa è considerevolmente antica, e sorge su un luogo che era probabilmente frequentato già durante la preistoria[1]. Un primo luogo di culto venne costruito tra il X e l'XI secolo: orientato regolarmente verso est, era una chiesa dotata di abside semicircolare allungata, con ingresso dal lato meridionale stretto tra due feritoie, affiancata da un campanile a nord e circondata da un cimitero (che rimase in uso almeno fino al Quattrocento); nel XII secolo, forse l'edificio venne ristrutturato murando l'ingresso a sud e aprendone uno nuovo ad ovest, pavimentando l'aula in battuto di malta e rialzando di un gradino il presbiterio. Nel corso del Duecento vi fu probabilmente una consacrazione, documentata da alcune croci affrescate riscoperte sulla parete meridionale[1].
Nel secolo successivo l'abside originaria venne atterrata, e sostituita dal presbiterio rettangolare tuttora presenta; contestualmente venne sopraelevata l'intera chiesa, così come il campanile, e steso un secondo ciclo di affreschi; un terzo seguì nel 1537[1]. Dal Settecento comincia un periodo di fortuna altalenante per la chiesa: sono documentati alcuni lavori di manutenzione tra il 1683 il 1709 (anni di due visite pastorali), e si passa da tre messe all'anno nel 1750 a una soltanto nel 1827-39 (quando vi si celebravano le rogazioni tre giorni prima dell'Ascensione raggiungendola in processione); dopo un periodo di abbandono e profanazione, il tempio venne ristrutturato e ribenedetto nel 1861[1].
La volta e il campanile vennero danneggiati da una bomba nella prima guerra mondiale; nel 1920 tali danni furono riparati, e allo stesso tempo venne asportato a scopo conservativo un affresco raffigurante il martirio di sant'Agata, portato a Vienna e mai più restituito; il tetto crollò dopo una nevicata nel 1946-47, venendo dapprima ricostruito in economia dalla popolazione locale, e poi restaurato, insieme alle murature, nel 1948-49[1]. Un altro restauro, promosso da Nicolò Rasmo, venne portato avanti nel 1970-75, accompagnato da scavi archeologici; l'ultima ristrutturazione risale al 2006-07[1], e al 2021 era stato approvato un nuovo intervento conservativo[3].
Descrizione
[modifica | modifica wikitesto]La chiesa si trova presso Corniano, paese fantasma della Val di Gresta, abbandonato forse nel 1440 a seguito di rappresaglie veneziane, o forse a causa della peste del 1630[3][4]. L'edificio sorge in posizione isolata, su un terrazzamento a circa 960 metri sul livello del mare[1].
Esterno
[modifica | modifica wikitesto]La chiesa si presenta con facciata a capanna, parzialmente intonacata e con pietre a vista sfalsata ai lati; è aperta da un portale architravato rialzato di un gradino e decentrato verso destra, affiancato a sinistra da una finestrella quadrangolare, e da un'apertura a forma di croce greca in alto al centro, a cui fa a controparte una a forma di croce latina nella parete est della navata, sopra all'arco santo. La fiancata sinistra è cieca, mentre in quella destra si aprono una feritoia nella navata e una grande finestra quadrangolare nel presbiterio, oltre ad essere visibili i resti tamponati di un'altra feritoia e del portale d'accesso originario[1].
Il campanile, addossato al fianco sinistro in posizione arretrata, è a pianta quadrata, in pietra a vista, punteggiato da feritoie e buche pontaie, con cella campanaria aperta da quattro monofore centinate, sormontato da cuspide piramidale culminante con acroterio e croce apicale in ferro; l'accesso alla torre avviene da una porta all'interno della chiesa[1].
La chiesa è stata evidentemente costruita seguendo precisi calcoli astronomici, dato che all'alba del 5 febbraio, memoria di sant'Agata, la luce attraversa le due finestre a forma di croce, entrando dritta dalla quella sul retro e uscendo da quella sul fronte[1][3].
Interno
[modifica | modifica wikitesto]L'interno, più basso del piano stradale esterno e accessibile tramite una rampa di gradini in legno, è a navata unica, coperta da capriate lignee. Il presbiterio, molto più basso dell'aula e coperto da volta a botte unghiata, è introdotto da un arco santo a pieno centro sorretto da pilastri a base quadrata; è presente la mensa d'altare, consistente di una lastra in pietra posta su un sostegno in muratura emergente dalla parete di fondo; nel presbiterio resta visibile il piano pavimentale del X-XI secolo, e l'affioramento naturale della roccia[1].
Le pareti sono in parte coperte da tre strati di affreschi frammentari, quello superiore cinquecentesco, sovrapposto ad uno quattrocentesco e infine ad uno duecentesco; è visibile un'Ultima Cena molto deteriorata sulla parete destra (datata 1537), e su quella sinistra una Madonna con santi, uno dei quali regge un libro su cui è leggibile un passo evangelico latino, riportato però non come si scrive bensì come si pronuncia, plausibilmente riportato dall'artista dietro dettatura[2][3][4].
Nella chiesa non vi è alcun tipo di arredo sacro; era presenta un'antica un'acquasantiera in pietra in stile preromanico incisa con figure geometriche, fitoformi e zooformi, conservata presso il museo diocesano di Trento[2][3][4], nonché un fonte battesimale, ora in casa privata a Pannone[2].
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ^ a b c d e f g h i j k l Chiesa di Sant'Agata Vergine e Martire <Manzano, Mori>, su Le chiese delle diocesi italiane, Conferenza Episcopale Italiana. URL consultato il 2 luglio 2022.
- ^ a b c d Costa, p. 531.
- ^ a b c d e Lavori e rilancio per la chiesetta di Sant’Agata a Corniano, su Vita Trentina, 11 febbraio 2021. URL consultato il 5 luglio 2022.
- ^ a b c Chiesa di Santa Agata, su Rovereto e Vallagarina. URL consultato il 5 luglio 2022.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Armando Costa (a cura di), La Chiesa di Dio che vive in Trento, Edizioni diocesane, 1986.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
[modifica | modifica wikitesto]- Wikimedia Commons contiene immagini o altri file sulla chiesa di Sant'Agata